Al centro del programma si trova Giuseppe Tartini, figura chiave della violinistica settecentesca, la cui musica coniuga intensità espressiva e ricchezza ornamentale.

Approfondimenti

Esecutori

Tommaso Luison, violino

Giancarlo Trimboli, violoncello

Tommaso Luison, violinista e musicologo, si dedica al repertorio dal barocco alla contemporaneità, collaborando con importanti ensemble e orchestre italiane ed europee. Specialista della scuola violinistica tartiniana, affianca attività concertistica, ricerca musicologica e didattica nei Conservatori italiani. Giancarlo Trimboli, violoncellista, ha collaborato con prestigiose orchestre italiane e internazionali, svolgendo intensa attività cameristica e discografica. Attivo anche nel repertorio barocco, è docente di violoncello presso il Conservatorio Bellini di Catania.

Programma

Giuseppe Tartini (Pirano d’Istria 1692 – 1770)
Sonata Be1 in Mi minore per violino e basso
Andante cantabile “Senti lo mare” – Allegro cantabile – Giga

Gerg Friedrich Haendel
Sonata in Sol maggiore HWV 358 per violino e basso,
Allegro – Adagio – Allegro

Luisa Antoni – “Sogno” per violino solo

Arcangelo Corelli (Fusignano 1653 – Roma 1713)
Sonata op.V n. 12 “La follia” per violino e bass  

Giuseppe Tartini (Pirano d’Istria 1692 – 1770)
Sonata op. 2 n. 3 in La maggiore per violino e basso
Largo (con ornamentazioni da un manoscritto della Collezione Berkeley) - Allegro - Presto

Johan Halvorsen (Drammen 1864 – Oslo 1935)
“Passacaglia” per violino e violoncello
dalla Suite n. 7 in Sol minore per clavicembalo di G. F. Haendel
Largamente – Con agilità - Andante – Molto espressivo – Allegro con Fuoco

 

Descrizione

Il percorso si sviluppa attorno a tre temi: ispirazione, ornamentazione e variazione. Da un lato, la musica barocca continua a vivere nel presente attraverso trascrizioni e riletture contemporanee, che trasformano materiali antichi in nuove forme sonore. Dall’altro, l’arte dell’ornamentazione rivela la dimensione più libera e creativa di questo repertorio, dove la fioritura diventa espressione e invenzione. La variazione, infine, attraversa l’intero programma come principio unificante: ogni ritorno si fa trasformazione, in un dialogo continuo tra passato e presente.